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LA VITA

1 PARTE: Angelo Giuseppe Roncalli

2 PARTE: Papa Giovanni XXIII

L’infanzia e la giovinezza

Nato a Sotto il Monte, da Giovanni Battista Roncalli e da Mariana Mazzola, quartogenito di tredici fratelli in una famiglia di umili origini: i suoi parenti lavoravano infatti come mezzadri. Questo non gli impedì, grazie ad alcuni benefattori, di studiare presso il seminario minore di Bergamo, per poi vincere una borsa di studio e trasferirsi al Seminario dell'Apollinare di Roma, l'attuale Pontificio Seminario Romano Maggiore, ove completò brillantemente gli studi e fu ordinato prete nella chiesa di Santa Maria in Monte Santo, in Piazza del Popolo, nel 1904.

Nel 1901 aveva assolto gli obblighi di leva arruolato nel settantatreesimo reggimento fanteria, brigata Lombardia, di stanza a Bergamo. Ecco quindi spiegate la singolare foto del futuro Papa in divisa da militare. Angelo Roncalli fu richiamato nel 1915, a guerra iniziata, nella sanità militare e ne fu poi congedato col grado di tenente cappellano.

La carriera ecclesiastica

Nel 1905 fu scelto dal nuovo vescovo di Bergamo, Giacomo Maria Radini-Tedeschi, quale segretario personale. Roncalli si segnalò per la dedizione, la discrezione e l'efficienza. A sua volta Radini-Tedeschi rimase sempre guida ed esempio per Angelo Roncalli rimasto al suo fianco fino alla morte il 22 agosto 1914. Durante questi anni don Angelo si dedicò altresì all’insegnamento presso il seminario di Bergamo.
Nel 1921 papa Benedetto XV lo nominò prelato domestico (e da qui l'appellativo di monsignore) e presidente del Consiglio Nazionale Italiano dell'Opera della Propagazione della Fede. In tale ambito egli si occupò fra l'altro della redazione del motu proprio di Pio XI Romanorum pontificum, che divenne la magna charta della cooperazione missionaria.

Foto di gruppo con Mons. Radini Tedeschi e i suoi collaboratori, tra cui, in piedi, terzo a partire da destra, Angelo Roncalli

La carriera diplomatica

Nel 1925 papa Pio XI lo nominò Visitatore Apostolico in Bulgaria, elevandolo al grado di vescovo con il titolo di Aeropolis. Si trattava di una diocesi antica della Palestina, una cosiddetta diocesi in partibus infidelium, ossia, semplicemente, un titolo disponibile per attribuire il rango di vescovo - in questo caso a Roncalli - senza dovere affidare al prescelto le cure pastorali di una diocesi effettiva. Il neovescovo, rovesciando quello del cardinale Cesare Baronio, scelse come motto episcopale Oboedientia et Pax.
Durante la missione in Bulgaria dovette affrontare innanzitutto la spinosa questione dei rapporti tra i cattolici di rito romano e quelli di rito uniate nonché curare le relazioni con la maggioranza ortodossa. Nel 1935 fu nominato Delegato Apostolico in Turchia e Grecia. Questo periodo della vita di Roncalli, che coincise con la seconda guerra mondiale, è ricordato in particolare per i suoi interventi a favore degli ebrei in fuga dagli stati europei occupati dai nazisti.

Nel 1944, papa Pio XII lo nominò Nunzio Apostolico a Parigi. Fra i suoi maggiori successi a Parigi si segnalò la riduzione del numero di vescovi di cui il governo francese reclamava l'epurazione in quanto compromessi con la Francia di Vichy. Oltralpe si occupò anche dei nuovi problemi che si affacciavano : la nouvelle théologie, i preti operai, ecc.. Quando in seguito divenne cardinale, il presidente francese secondo un antico privilegio gli consegnò personalmente la berretta Cardinalizia al Palazzo dell'Eliseo.

Patriarca a Venezia

Nel 1953, oltre a essere creato cardinale nel concistoro del 12 gennaio di quell'anno, fu nominato patriarca di Venezia. Nella città della laguna favorì il rilancio della lettura della bibbia, seguì l’evoluzione politica della città, come pure i problemi di tanti lavoratori.