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LA VITA

2 PARTE: Papa Giovanni XXIII

1 PARTE: Angelo Giuseppe Roncalli

L’elezione a Papa

A seguito della morte di papa Pio XII, Roncalli,  , fu eletto Papa il 28 ottobre 1958.
Secondo alcuni studiosi avrebbe giocato a suo favore anche il fattore dell’età. Dopo il lungo pontificato del  predecessore, i cardinali avrebbero perciò scelto un uomo destinato, per via dell’età avanzata- ad essere un Papa di «transizione».
Ciò che giunse inaspettato fu il fatto che il calore umano, il buon umore e la gentilezza di Giovanni XXIII, oltre alla sua esperienza diplomatica, conquistarono l'affetto di tutto il mondo cattolico.
Fin dal momento della scelta del nome molti cardinali si accorsero che Roncalli non era ciò che loro si aspettavano, (infatti Giovanni era un nome che nessun papa adottava da secoli), inoltre nella storia c'era stato un antipapa di nome Giovanni XXIII.

Il pontificato

Già nel dicembre 1958 papa Giovanni XXIII provvide a integrare il Collegio cardinalizio, che a causa dei rari concistori di Pio XII era ormai numericamente assai ridotto. Il nuovo Papa mostrò, fin da subito, un tratto di novità, in effetti egli portò il numero massimo di cardinali a settantacinque, superando il tetto di settanta cardinali ormai fermo da secoli.
Il suo pontificato fu segnato da episodi indelebilmente registrati dalla memoria popolare
Per il primo Natale da papa visitò i bambini malati dell'ospedale romano Bambin Gesù, ove con intima e contagiosa dolcezza benedisse i piccoli, alcuni dei quali lo avevano scambiato per Babbo Natale.Il giorno di santo Stefano sempre del suo primo anno di pontificato, il 26 dicembre 1958, visitò i carcerati nella prigione romana di Regina Coeli, dicendo loro:

«Non potete venire da me, così io vengo da voi...Dunque eccomi qua, sono venuto, m'avete visto; io ho fissato i miei occhi nei vostri, ho messo il cuor mio vicino al vostro cuore..la prima lettera che scriverete a casa deve portare la notizia che il papa è stato da voi e si impegna a pregare per i vostri familiari».

Memorabilmente, accarezzò il capo del recluso che, disperato, inaspettatamente gli si buttò ai piedi domandandogli se:

"le parole di speranza che lei ha pronunciato valgono anche per me".

Concilio Vaticano II

Fra lo stupore dei suoi consiglieri Papa Giovanni indisse il concilio il 25 gennaio 1959, al suo annuncio seguirono tre anni di lavoro durante i quali una commissione antepreparatoria e poi preparatoria - consultando l’episcopato cattolico di tutto il mondo - definì l’agenda da trattare durante le sessioni plenarie del Concilio.

Bolla «Humanae salutis» di Giovanni XXIII
per la convocazione del Concilio Ecumenico Vaticano II (25 dicembre 1961)

Il 4 ottobre 1962, ad una settimana dall'inizio del concilio, Giovanni XXIII si recò in pellegrinaggio a Loreto e Assisi (Roncalli era dall'età di 14 anni terziario francescano) per affidare le sorti dell'imminente Concilio alla Madonna e a san Francesco.
Per la prima volta, dall'unità d'Italia un papa varcava i confini del Lazio, il breve tragitto chilometrico ripristinò l'antica figura del papa pellegrino che i suoi successori sapranno portare a pieno compimento.
La gente accolse favorevolmente questa iniziativa affollando non solo i due santuari meta del tragitto (ad Assisi persino i frati salirono sui tetti antistanti la basilica), ma anche le varie stazioni dove sostò il treno papale.

Il Concilio fu aperto ufficialmente l'11 ottobre 1962 da Papa Giovanni XXIII all'interno della Basilica Vaticana.

Il Concilio Vaticano II fu un vero e proprio Concilio "ecumenico": raccolse cardinali, patriarchi e vescovi cattolici da tutto il mondo. Fu la prima vera occasione per conoscere realtà ecclesiali fino a quel momento rimaste ai margini della Chiesa. Infatti nel corso dell'ultimo secolo la Chiesa cattolica da eurocentrica si era andata caratterizzando sempre più come una Chiesa universale, soprattutto grazie alle attività missionarie avviate durante il pontificato di Pio XI.
La diversità non era più rappresentata dalle sole Chiese cattoliche di rito orientale, ma anche dalle Chiese latino-americane ed africane, che chiedevano maggiore considerazione per la loro "diversità". Non solo: al Concilio parteciparono per la prima volta, in qualità di osservatori, anche esponenti delle Chiese cristiane "non in comunione" con la Chiesa di Roma.
Il Concilio fu fin dal suo inizio avversato dalla componente "tradizionalista" della Chiesa, che non comprendeva la necessità di un nuovo Concilio a meno di 100 anni dal Vaticano I: inoltre alcuni vescovi facevano notare la sua essenziale inutilità, dopo la proclamazione del dogma dell'infallibilità del papa.
Il concilio si caratterizzò subito per una marcata natura "pastorale". Non si proclamarono nuovi dogmi, ma si volle "aprire la Chiesa alla lettura dei segni dei tempi".

Ebrei fratelli maggiori

Fra i tanti meriti storici di Papa Giovanni XXII vi è quello di aver estirpato definitivamente la mala pianta dell’antisemitismo dal corpo della Chiesa Cattolica. Nel 1959 fece togliere dal messale pasquale l’epressione “perfidi giudei” che ancora vi si trovava a ricordo di controversie religiose medievali.
A pochi anni dalla morte di Giovanni XXIII, dopo la conclusione del Concilio, venne promulgata la dichiarazione Nostra Aetate, che recepisce le idee ecumeniche di Giovanni XXIII facendole diventare dottrina ufficiale della Chiesa Cattolica.
La dichiarazione Nostra Aetate è una pietra miliare nei rapporti tra cattolicesimo e Chiese non cristiane, in particolare l’ebraismo. Degli ebrei viene sottolineato che rimangono sempre il popolo eletto e devono essere considerati alla stregua di nostri fratelli maggiori. La condanna di ogni forma di antisemitismo è netta e definitiva: esso non ha alcuna legittimazione teologica.

Le Encicliche

Mater et Magistra è il titolo dell'enciclica sociale promulgata il 15 maggio 1961 nella quale Papa Giovanni XXIII ha ripreso ed ampliato il tradizionale insegnamento della Chiesa cattolica in ordine ai problemi sociali.
Nel documento, che ha dato nuovo impulso all'attivita dei cattolici, il Papa sviluppa le tesi già esposte nella Rerum Novarum di Papa Leone XIII, nella Quadragesimo Anno di Papa Pio XI, in relazione anche ai problemi più attuali.
Di particolare valore è la riaffermazione del valore della persona e della libertà economica, ma insieme della perfetta liceità della tendenza alla socializzazione, purché attuata nel rispetto dei diritti della persona.
Notevole è anche la parte che affronta i problemi agricoli e quelli della decolonizzazione e degli aiuti ai Paesi sottosviluppati all'insegna del solidarismo internazionale.

Pacem in Terris è stata promulgata invece l'11 aprile 1963.
Il pontefice si rivolgea tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti, perché la Chiesa deve guardare ad un mondo senza confini e senza "blocchi" non appartiene nè all' Occidente nè all' Oriente. Cerchino, tutte le nazioni, tutte le comunità politiche, il dialogo, il negoziato. Bisogna ricercare ciò che unisce piuttosto che ciò che divide.
In un mondo dominato dalla Guerra Fredda e diviso in due blocchi antagonisti Giovanni XXIII ha levato la sua voce per richiamare il fondamentale valore della pace. E l’ha fatto, ascoltato, soprattutto durante la crisi di Cuba nel 1962.

La morte e la Beatificazione

Sin dal settembre 1962, prima ancora dunque dell'apertura del Concilio, si erano manifestate le avvisaglie della malattia fatale: un tumore dello stomaco, patologia che aveva già colpito altri fratelli Roncalli.
Il Papa morì infatti dopo un'agonia di tre giorni la sera del 3 giugno 1963, alle 19.49.

Dal Concilio Vaticano II, che Giovanni XXIII non vide dunque terminare, si sarebbero prodotti negli anni successivi fondamentali cambiamenti che avrebbero dato una nuova connotazione al cattolicesimo moderno; gli effetti più immediatamente visibili consistettero nella riforma liturgica, in un nuovo ecumenismo e infine in un nuovo approccio al mondo e alla modernità.
Chiamato affettuosamente da molti il «Papa buono», Giovanni XXIII venne dichiarato beato da papa Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000. Viene ricordato l'11 ottobre giorno di apertura del Concilio.